Premio alla carriera “Cavaliere di Skanderbeg”

Tutto ciò che oggi noi siamo ha le sue radici nel passato, e dimenticare queste radici è come condurre una vita priva di riferimenti. Distruggere la memoria equivale a distruggere la base della propria identità e della propria continuità nel tempo.

Non per una sterile nostalgia del passato, ma nel caso degli arbëreshë salvaguardare, valorizzare e diffondere il più possibile un patrimonio custodito per oltre cinque secoli, diventa un imperativo, una pratica quotidiana.

In questo contesto, se San Benedetto Ullano, Shë Bendhiti, conserva ancora intatto, parte della cultura popolare, è merito soprattutto di chi ha saputo conservare e trasmettere alle nuove generazioni il prezioso patrimonio culturale.

E’ bene ricordare che il Centro Studi e Ricerche delle Tradizioni Popolari Italo Albanesi non è la prima volta che premia personalità varie. Abbiamo iniziato nel 2001 con il Festival Euromediterraneo della musica e danza etnica a Civita e poi a San Cosmo Albanese nel 2003, premiando con il riconoscimento “Arberia d’Oro, tras gli altri, l’etnomusicologo dell’Università di Milano, Nicola Scaldaferri, Demetrio Emmanuele, l’Eparchia di Lungro, Nicola Tocci, I vjershëtarë di San Cosmo Albanese,  il Papas Antonio Bellusci, il Gruppo Moti i Parë di Lungro, ecc.

Oggi, nel 2015, con il Premio alla carriera “Cavaliere di Skanderbeg”, è il turno, nell’ambito degli eventi di Arbfestival dhe kulture, premiare, quanti in questo luogo hanno espresso nel loro vissuto un autentico patrimonio di contenuti e di valori degni di essere trasmessi e tramandati.

E’ il caso di Alfio Moccia, compositore; Benedetto Cavallo, poeta; Gennaro Tavolaro, folklorista.

Appuntamento, quindi, il 27 Dicembre 2015, a San Benedetto Ullano (Cs), nella fantastica struttura AGRI ART della famiglia Blandi.

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