I temi di Arbfestival dhe Kulture

Il canto tradizionale arbëresh e la ricerca di nuove sonorità e linguaggi musicali

di Italo Elmo (Dir. Organizzativo Arbfestival and Culture)

Il canto tradizionale arbëresh e la ricerca di nuove sonorità e linguaggi musicali”, il titolo del convegno di studi tenutosi domenica 28 dicembre 2014 e sabato 18 gennaio 2015, alle ore 16.00, presso l’aula del Centro Polifunzionale del Comune di San Benedetto Ullano. L’iniziativa rientra nella cornice di eventi organizzati da “Arbfestival and Culture” nel biennio 2014-2016.
Tutte le aree linguistiche dell’Arbëria hanno un variegato repertorio di espressioni polivocale, che prendono denominazioni diverse in riferimento alla località geografica e alle modalità esecutive.
Il patrimonio orale delle comunità italo-albanesi che accompagnava i suoi figli, dall’infanzia alla maturità, nel gioco, nel lavoro, nei riti, nella quotidianità, nell’emigrazione, ma soprattutto nella festa quale celebrazione ed espressione della comunità, sta purtroppo andando perduto. Negli ultimi decenni nuovi mezzi di comunicazione hanno promosso nuovi contenuti e modelli culturali; altre musiche ed altre danze, magari altrettanto belli e suggestivi, hanno sostituito nella nostra memoria una tradizione secolare.
Tornare alle radici culturali di un territorio eterogeneo, ricco di potenzialità ancora inesplorate, riscoprire la ricca tradizione musicale orale e sottrarla al rischio della scomparsa.
Decidere di confrontarsi con le tematiche popolari rappresenta dunque un’esigenza precisa che ha radici profonde nella cultura popolare arbëreshe, della quale ci sentiamo figli e naturale espressione come singoli e come gruppo. Questo confronto tra studiosi ed esperti a San Benedetto Ullano è avvenuto per discutere degli antichi temi e canti della tradizione orale-musicale degli Albanesi in Italia.
L’appuntamento, unico nel suo genere nel panorama degli eventi a livello locale, ha presentato il patrimonio culturale immateriale delle comunità italo-albanesi e le relative politiche di tutela e salvaguardia, al fine di promuovere una migliore conoscenza, comprensione, catalogazione e riconoscimento della ricchezza e varietà del patrimonio culturale intangibile arbëresh.
Al di là dei saluti della dinamica sindachessa Rosaria Amalia Capparelli e di S. E. Mons. Donato Oliverio, Vescovo di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia continentale, e l’introduzione del direttore organizzativo dell’evento “Arbfestival and Culture”, Italo Elmo, il convegno di studi si incentrato su una serie di interventi affidati a studiosi e cultori della materia. Hanno aperto la serie Nikola Dimitri Bellucci, filologo classico, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Innocenzo De Gaudio, etnomusicologo, Dipartimento Studi Umanistici, UNICAL, Rende, Antonio Gattabria, etnomusicologo – Iconografo, Oliver Gerlach, etnomusicologo – Von Humboldt Universität, Berlin, Jessica Novello, ricercatrice – Direttore Artistico del Gruppo “Shpirti Arbëresh”, Rose Marie Surace, presidente del “Gruppo Antropologico Rotese”, Vincenzo Straticò, presidente del Gruppo “Moti i Parë”, Giulia Fresca, ingegnere e giornalista professionista.

Dopo le conclusioni affidate a Giulia Fresca e Innocenzo De Gaudio, il convegno ha previsto anche una rappresentanza di vjershëtarë delle zone etnografiche dell’Arbëria che hanno eseguito alcune modalità di esecuzione del canto tradizionale arbëresh. Per l’occasione sono intervenuti il gruppo dei vjershëtarë “Shpirti Arbëreshdi Cerzeto, il gruppo dei vjershëtarë di San Benedetto Ullano, il gruppo dei vjershëtarë “Moti i Parëdi Lungro.
A coordinare i lavori, il poeta-compositore, Pino Cacozza, direttore artistico “Arbfestival and Culture”.
Hanno concesso il patrocinio al Convegno di Studi, il Comune di San Benedetto Ullano, l’Eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia continentale e il Club UNESCO di Cosenza. Gli eventi sono stati organizzati dall’associazione culturale “Folk Studio Festival”, l’associazione culturale “Arbitalia”, l’Associazione Culturale “Ullania” e il Gruppo Antropologico Rotese. Hanno collaborato all’iniziativa numerose associazioni culturali sparse in Arbëria.
In questi ultimi tre decenni i canti e i repertori si sono rinnovati ed anche trasformati, come accade in ogni processo che sia realmente spontaneo o condizionato solo dal contesto naturale in cui persiste.
Vi sono moltissimi appassionati, che hanno intrapreso importanti attività di ricerca che si è incrociata con la realtà del canto “vissuto e partecipato”, dando nuova energia e vitalità a questo aspetto così caratterizzante della nostra cultura popolare.
Gruppi e cantanti solisti, sii avvicinano alla tradizione popolare per scavarla dalle radici e trasformarla nelle ramificazioni, per parlare ai giovani con un linguaggio appropriato, accettato, condiviso e con la stessa grande voglia di sentirsi partecipi dell’atmosfera etnica suscitata.
Soprattutto a questi ultimi è stato dedicato ed indirizzato la seconda parte del convegno “Il canto tradizionale arbëresh e la ricerca di nuove sonorità e linguaggi musicali” che si è tenuto sabato 18 gennaio 2015.
Sono intervenuti, Gennaro De Cicco, membro dell’Associazione Culturale “Festival Canzone Arbëreshe – Comitato Storico“, Graziella Di Ciancio, esperta in danze etniche, Ernesto Iannuzzi, cantante e compositore, Angela Iusi, presidente del Gruppo Folk Shqiponjat, Marco Moccia, musicista e cantante solista, Lello Pagliaro, compositore della C.M.A, Peppa Marriti Band, gruppo rock arbëresh, Marco Sabato, musicista e cantante solista, Spasulati Band, gruppo musicale, Ivia Tavolaro, dir. Artistico “Gruppo Folk Ullania“.
Ha introdotto i lavori il poeta/compositore Pino Cacozza.
Alla fine degli interventi, presentazione dell’audio-video ebook “I tesori della Cooperativa Musicale Arbëreshe“.
I lavori sono stati coordinati da Simona De Angelis, referent management culturale Arbfestival and Culture.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*