Antico ricettario del 1788 appartenuto al Collegio italo-greco Corsini

Ricette raccolte in vari casali in provincia di Calabria Citra

Si tratta di ventidue pagine nel formato 19 x 26 cm., ornate e filigranate, contenenti una quarantina di ricette, raccolte in vari casali in provincia di Calabria Citra dal Reverendo frate Padre Vincenzo Maria Gallucci dell’ordine de’ Predicatori, Lettore nel Seminario Corsini in territorio di San Benedetto Ullano dall’anno 1750, al tempo dell’Ill.mo Signor Nicolò De Marchis, Vescovo di Nemesi, Presidente del Collegio.

Parte del frontespizio del ricettario

Vi sono annottate, in particolare, alcune ricette dei monaci e dell’Abate Maria Carbone, provenienti dal Monastero basiliano di S. Adriano in San Demetrio, dei frati Domenicani di Firmo, dei monaci del Convento di San Domenico in Altomonte; dei monaci di Santa Maria del Patire in Rossano; altre ancora, sono state raccolte in Acri, Bisignano, Cervicati, San Benedetto Ullano, Montealto, e così via.

L’importante fonte documentale di questo spaccato della cultura materiale è stata rintracciata da Italo Elmo nell’ambito delle ricerche etnografiche che porta avanti da più anni per la pubblicazione di un volume che sarà dedicato alle tradizioni popolari di San Benedetto Ullano.

Le antiche ricette scritte nel linguaggio del tempo, non hanno subito nei secoli trasformazioni ed erano destinate ai cuochi. In alcune di esse si può intravedere la dovizia degli ingredienti e la complessità dei piatti.

 

In esclusiva una delle ricette del volumetto rinvenutoAl destinatario delle ricette ci si rivolge con la seconda persona singolare del futuro: “prenderai”, “condirai”, “cuocerai”.
Alcune ricette sono introdotte dalla formula “se vuoi fare”, seguìta dalla denominazione del piatto, e conclusi di solito dall’altra formula “e serà bona vivanda” (“e serà bono e perfetto”, ecc.), che ricorda la consueta chiusa “ed è rimedio sperimentato” delle ricette medicinali.
Sono pervenute a noi le prime ventidue pagine delle complessive 38, dove l’opuscoletto termina con alcuni repertori bibliografici di opere che coprono un arco di tempo, dal 1614 al 1748.
Probabilmente l’autore del prezioso volumetto può aver attinto notizie anche da queste fonti, oltre le ricerche avviate sull’arte culinaria in alcuni conventi e monasteri della Citra Calabria.
Sul frontespizio compaiono, oltre l’autore, il titolo e la stamperia con la data di pubblicazione, anche alcune scene culinarie disposte ai due lati con al centro l’effigie entro una cornice ovale di Clemente XII (Lorenzo Corsini), fondatore dell’importante Seminario.
Queste raccolte erano documentate,soprattutto nelle biblioteche monastiche, frutto dell’esperienza e dell’inventiva di monaci e monache che spesso producevano anche medicamenti composti su ricetta medica, per uso interno al convento, per mancanza nel territorio di botteghe speziali.
Un ricettario antico, forse tra i più antichi rinvenuti per la Calabria Citra e per l’Italia Meridionale in generale.

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