Senza peli sulla lingua / Pa qime mbi gjuhën

Senza peli sulla lingua / Pa qime mbi gjuhën

CIMBI è online, al seguente indirizzo web: http://www.arbelmo.it/books

La prima rivista satirica online per aumentare la visibilità dell’Arbëria. Un nuovo progetto editoriale, espressione di un nuovo modo di leggere l’Arbëria.

di Italo Elmo

Informativa a tutti i referenti web:

La nostra rivista è composta da diverse storie ed è il primo giornale “non giornale” online arbëresh di satira che cerca di liberarsi dal pregiudizio dogmatico degli intellettuali “di sta cippa”, a favore, invece, del libero pensiero e privo di qualunque tipo di tabù. Un giornale che cercherà (almeno si spera) di raccontare la realtà sotto un’ottica diversa, contro verso tutto quello che ci viene fatto ingoiare in Arbëria, sovente privo di genuine emozioni,  e della capacità di un giudizio critico.

Il periodico sfogliabile CIMBI è pubblicato esclusivamente in formato digitale.

Come funziona la versione digitale?

Il periodico Cimbi (Il Pizzicotto): una soluzione moderna e dinamica per far conoscere ArbëriaCimbi / Il pizzicotto è una soluzione moderna e dinamica.
Il periodico potrà essere sfogliato gratuitamente per essere comodamente consultabile online. Si possono postare, inoltre, sul blog, riflessioni e spunti di discussione dei singoli articoli.
Se trovate validi i contenuti di CIMBI, e soprattutto se vi va condividete il periodico e rendete partecipi chiunque voi riteniate interessato alla nostra iniziativa che ha come unico obiettivo la divulgazione dell’Arbëria. Si ha sempre bisogno di voi per crescere!
Oltre a condividere i temi trattati da CIMBI, sarà necessario soltanto far sapere il sito / blog dal quale leggere il pdf sfogliabile di Cimbi (http://www.arbelmo.it/books), sottolineandone l’assoluta gratuità.

Magari un giorno faremo uscire un numero speciale stampato, attingendo alle nostre finanze personali. Ma Cimbi è e resterà sempre un progetto libero e gratuito in pdf.
La raccomandazione, altresì, che facciamo a tutti, in modo perentorio: non inviate denaro / mos dërgonj turres.

Vogliamo subito mettere in chiaro che la testata Cimbi non intende ottenere finanziamenti pubblici o provvidenze dir si voglia, agevolazioni pubbliche, previsti dalla legge 07/03/2001 n. 62. Non prevediamo, perciò, di conseguire ricavi annui derivanti da attività editoriale.
La nostra testata non rispetterà una regolare periodicità e non impiegherà mai giornalisti. Ogni collaborazione al periodico è gratuita.

Il periodico Cimbi è tradotto integralmente in Lingua Arbëreshe?

Il periodico Cimbi per il riscatto dell'Arbëria che vuole andare avantiSul periodico Cimbi chi ha voglia di collaborare, laddove è prevista anche la traduzione in lingua albanese di interi contenuti, racconti, satire, barzellette, aneddoti, filastrocche e quant’altro, dovrà scrivere solo ed esclusivamente nella componente linguistica delle comunità arbëreshë di appartenenza.
La formulazione linguistica, sarà per tutti, me compreso, considerata come esercizio di scrittura ‘abitudinario’ o di routine, cercando il faticoso trasferimento dalla “memoria di lavoro” al foglio di carta. Siamo, quindi, per la Lingua Arbëreshe locale o per l’Arbërisht standard, secondo l’Alfabeto di Monastir, usato dagli Albanesi ovunque.
ll fatto di scrivere e di esprimersi nella lingua d’origine consente di imparare a valorizzare l’arbërisht, prendendo coscienza dell’arricchimento e del potenziale che è stato a noi donato e di essere capaci di evolvere con più lingue.
Ciò consente di conoscere meglio le nostre radici ed è un elemento importante nella ricerca dell’identità, a sentirsi in definitiva più forti nella società.
Se c’è un valore che un periodico del genere ci può insegnare, è la necessità di mantenere integra la “memoria”. La forza del “non dimenticare”. Il desiderio mai pago di “riscoprire e diffondere l’Arbëria nelle mille sfaccettature”.
A mio parere, però, l’edizione integrale bilingue di Cimbi sarebbe un segnale fortemente negativo per i giovani delle comunità arbëreshë, costretti oggigiorno, a misurarsi con un ambiente sociale, culturale ed economico dove prevale una maggioranza dominante diversa da loro, e perciò l’adattamento si è risolto come ‘assimilazione verso il basso’.
La mancanza di qualsiasi supporto di alfabetizzazione linguistica, il fallimento della Legge 482/99, nonché la crisi avvenuta nelle famiglie dagli anni ’80 del precedente secolo e fino ad oggi, hanno determinato in massa lo spegnersi di una volontà di appartenenza e di riscatto da una condizione minoritaria.
Sta di fatto che la diversità culturale, non supportata da continua attività di sostegno linguistico è sottoposta ad una convivenza difficoltosa a causa dell’incontro di varie esperienze culturali e consuetudini veicolate attraverso sistemi linguistici differenti che non favoriscono la reciproca comprensione e interazione, causando nei più giovani un notevole disagio, percepito con il rifiuto totale di parlare la lingua arbëreshe (figuriamoci lo shqipo!) e perciò, la conseguenza inevitabile è la demotivazione all’apprendimento di una lingua che non sentono più loro.
Che senso avrebbe ai nostri giorni una rivista scritta in toto in lingua arbëreshe, o magari un misto tra l’arbrisht e lo shqipe, per essere letta solo da 4 gatti (perché quattro sono quelli che sanno leggere e scrivere all’interno di ogni comunità !…).
Figuriamoci se vanno a leggere un periodico qualsiasi i cui contenuti culturali sono espressi in lingua arbëreshe e tradotti integralmente in lingua italiana. Leggeranno, caso mai, solo il testo in lingua italiana! Leggere è una rottura, figuriamoci scrivere l’arbrisht!… Vuoi o non vuoi questa è la realtà nuda e cruda ai giorni nostri. Inutile nasconderci dietro un dito!
Come ho scritto più sopra, sul periodico Cimbi, i collaboratori possono tradurre i loro racconti, aneddoti e le satire in genere, in lingua arbëreshe, facendo riferimento alla comunità di appartenenza, così come oggi viene espressa.
In poche parole vogliamo usare il linguaggio dei giovani di oggi: meglio un italianismo o regionalismo all’interno dell’arbrisht che un turchismo, italianismo, ecc., nello shqipo.
Così facendo, può darsi, che la rivista abbia probabilità di essere letta non solo da quattro gatti!
Nel momento in cui siamo arrivati, dove la nuova generazione, purtroppo, rifiuta categoricamente non solo di leggere, ma anche scrivere l’arbrisht, la traduzione bilingue dell’intero contenuto di Cimbi, sarebbe, quindi, a mio avviso, un suicidio assicurato!
Speriamo che la sua uscita periodica sia di buon gradimento e possa registrare picchi altissimi di accesso al nostro blog che ne cura la versione sfogliabile online.

Il frontespizio del primo numero e delle rubriche di Cimbi

Come nasce, quali le motivazioni e le prospettive di Cimbi 

Innanzitutto perchè amo scrivere, amo disegnare; perchè amo sognare e raccontare i miei sogni. Cimbi è un progetto libero e vitale con una funzione interrogativa e interattiva che permette alla cultura di mettersi alla prova con coraggio e di vagliare, in forza dei valori autentici identitari, argomenti e ideali in Arbëria.
Nello stesso tempo giovani e adulti, hanno la facoltà di sperimentare e vivere come i problemi, le ansie, le gioie della loro vita quotidiana si trasformano in un testo di satira, diventando arte, espressione di un nuovo modo di leggere l’Arbëria. Ognuno può scrivere e disegnare quel che vuole rispettando la legge vigente e soprattutto la morale della dignità umana.
Nell’intendo nostro, la rivista dovrebbe essere il risultato della collaborazione di più persone sparse in Arbëria, per la penisola e anche oltre.
La scelta del periodico, sfogliabile sul web, è una nostra scelta tecnica e l’aspirazione personale è quella di rendere il pdf sfogliabile, anche parlante, nel senso che tutti i dialoghi, contestuali alle scene e non solo, saranno accompagnati dalla voce digitale.
Una evoluzione, per il momento al di là da venire.
La voglia di trovare uno spazio dove condividere le nostre idee, attraverso un testo o disegnare una vignetta e la voglia di scoprire se farà ridere qualcun altro per scaricare le tossine in eccesso, sarà una forte motivazione.
Useremo la “karikatura“, che comprende sia il concetto di vignetta sia quello di caricatura in senso stretto.
La presenza di vignette caricaturali diventano, così, uno dei modi di rappresentazione e interpretazione visiva dell’attualità in Arbëria.
Penso che in alcuni ambienti dell’Arbëria, dove ancora oggi si sparge continuamente veleno, sia tanta la strada da fare per imparare a ridere, perché la risata è un’operazione complessa.
Ritengo che tutte le forme della risata siano valide, anche perché in ogni atteggiamento della vita, sovente, c’è un aspetto paradossale che se messo in risalto nella giusta luce, può farti ridere! Se poi riusciamo a farlo dapprima con noi stessi, abbiamo raggiunto un traguardo importante!
Per stare bene con gli altri, bisogna star bene prima con se stessi! Anche ironizzando.

In definitiva, assumere le pillole di Cimbi provoca già da subito benefico effetto!

Qual è l’obiettivo della satira?

Per dirla in breve, usiamo la frase latina composta dal letterato francese J. de Santeuil nel sec. 17°: Castigat ridendo morescorregge i costumi col ridere»). Nel nostro caso, mostrare le contraddizioni della società in Arbëria, in modo divertente. Mostrare un diverso punto di vista e magari offrire uno spunto di riflessione. Sarebbe un successo enorme, se la nostra satira fosse oggetto di discussione!
La domanda alla base dell’intervento è se sia veramente lecito riportare alla realtà e verità, senza peli sulla lingua (pa qime mbi gjuhën), ciò che accade in Arbëria di grottesco?
L’obiettivo della nostra satira è colpire il potere che offusca la libertà e tutte quelle persone che rivestono un ruolo pubblico in ragione di particolari responsabilità o attività professionali che minano continuamente l’Arberia per il mantenimento dei connotati etnici, linguistici, culturali, religiosi, nonché identitari della minoranza storica albanese in Italia, ma anche le persone che spargono veleni e fango al fine di avere terra bruciata intorno per nuovi pascoli, per nuove praterie su cui poter gestire il potere alquanto squallido e materialista perché realizzato sulla pelle degli Arbëreshë, come hanno usato in questi anni, per proprio tornaconto!
Cimbi sarà contro quelle figure politiche e non solo, che sono lontane dalla operosità quotidiana dei cultori arbëreshe. Contro chi, in questi anni, mai si è adoperato per la salvaguardia della specificità etnico-culturale, anzi avversari e denigratori del sistema dei valori e della preziosa essenza culturale dell’essere arbëresh, assurti da un po’ di tempo a questa parte, a paladini della “causa arbereshe”, di un orgoglio e di una pseudo-coscienza etnica, solo perché legati ad interessi personali e clientelari per via dei contributi finanziari comunitari, ministeriali, regionali, loro elargiti.
Gli uomini pubblici e i politici in Arbëria hanno poco da lagnarsi. La satira è un’arte piacevole di divertire e di far ridere, un’arte nobile e molto più vecchia di loro. E poi, la nostra karikatura è l’unica arma efficace contro ogni ingiustizia e pretesa totalitaria.
Saremmo, quindi, attendi ai fatti che alimentano sospetti, intolleranze e polemiche sulla gestione dell’assegnazione dei suddetti fondi.
Cimbi e contro i sapientoni e i saputelli megalomani “di sta cippa” con la “parlantina cronica”. Per loro, parlare è proprio una necessità fisica. Peccato che parlano sempre a vanvera e dicono un mare di roçkarì!.
Tutti che fanno i buon temponi con la bandiera dell’amore per il paese natìo e tanto Facebook nelle loro vite.
A coloro vorrei dedicare una bella frase del grande Steve Jobs:

“Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di altri. Non siate intrappolati dai dogma, che è il vivere dei risultati dei pensieri degli altri. Non lasciare che i rumori delle opinioni altrui soffochino la vostra voce interiore.
E più importante di tutto, abbiate sempre il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni. Loro in qualche modo sanno cosa volete veramente diventare. Tutto il resto è secondario”.

Il desiderio nostro e che ognuno si sentisse amato per quel che è, per come è nato, e non ingannato ad essere quel che non sarà mai, nemmeno se riempito di silicone.
Cimbi sarà contro la doppia personalità che introduce una moralità nuova nella società, una maschera per coprire il buio interiore di persone ipocrite ed egoiste che agiscono nell’area arbëreshe del Pollino.
Una vera e propria «doppia» vita, con due personalità coesistenti, ovvero alternanti.
Il bipolare si sveglia alla mattina e fino al tardi pomeriggio cadde in estasi religiosa, capace anche di indossare il saio monacale; la sera poi, lo ritroviamo uno paranoico egotista, nel nome dei valori della sinistra (?) in cui crede e si riconosce. Come dire, una dicotomia che gli permette di galleggiare bene in Arbëria e non solo!
Tutti gli scritti di Cimbi, ci auguriamo siano i portavoce e gli interpreti del sentimento di molti.
Non vogliamo, però, negli scritti, apprezzamenti molesti e ingiuranti, offesa all’onore, al decoro e alla dignità personale degli Arbëreshë e alle persone in genere. Massimo rispetto, perciò, della persona.
Numero dopo numero, cercheremo di migliorarci e questo anche grazie ai vostri suggerimenti e all’integrazione di nuovi collaboratori.
L’idea che sta alla base del periodico è di puntare a numerosi contributi di collaboratori sparsi in Arbëria, un po’ ovunque.
In primo luogo, voglio assicurare i lettori che siamo determinati e onesti che non ci lasciamo ne intimidire ne influenzare da chi che sia e soprattutto senza sudditanza psicologica e politica.

Per concludere, preferiamo una

“satira in lingua arbëreshe a piccole dosi”

con la speranza che la nuova generazione possa riappropriarsi della diversità etnica/culturale, e dell’essenza culturale dell’essere arbëresh, ma soprattutto, la speranza viva che i giovani di oggi, possano continuare a confrontarsi, a dialogare, a pensare e perché no, a sognare in arbrisht!

Se Cimbi, riuscirà, anche in minima parte, a dare questo contributo, così come altri, nell’opera quotidiana di trasmissione dei valori autentici identitari, significa che siamo sulla strada giusta!
Il nostro pensiero è, inoltre, rivolto al’educazione della nuova generazione, indirizzata, come dovrebbe essere, allo sviluppo di un uomo libero, in grado di scegliere e di esercitare onestamente la propria libertà, autonomo nelle idee e nei giudizi.

La collaborazione al periodico CIMBI

Avvertenze per i collaboratori

 

Riepilogo

CIMBI è un opera di fantasia. Ogni riferimento alla realtà è da considerarsi puramente casuale e la caratterizzazione personale attribuita ai personaggi rendono il periodico un opera di fantasia dell’autore. Alcuni frammenti di dialogo, anche se totalmente o parzialmente modificati, sono tratti o ispirati da contenuti di altre opere letterarie, modi di dire dell’uso comune “urbano”.

 Tutti i diritti di suddette parti, sono loro riservati.

L’autore si è ispirato alle opere originali, di cui riconosce pienamente i diritti di tutte le parti interessate.

Ogni violazione di questi, è casuale e non intenzionale.

Il testo e i disegni

A voler estremamente sintetizzare, diremo che ogni Autore/Sceneggiatore inventa la sua storia, realizzando un soggetto, scrivendo, poi, le parole nelle nuvolette. Idea, soggetto e sceneggiatura è lo schema che prediligiamo.

I testi devono essere inviati alla redazione mediante posta elettronica, in file formato Word, all’indirizzo italelmi@gmail.com.

I testi inviati devono essere inediti e non sottoposti contemporaneamente alla valutazione di altre riviste.

  1. La storia sceneggiata deve essere corredata da una breve introduzione testuale in formato Word il cui contenuto non deve superare le 20 righe. I testi vanno redatti con una interlinea 1.5, carattere “Arial”, dimensione 12, allineato a sinistra, senza rientro dei capoversi.
  2. La storia sceneggiata deve essere corredata da vignette numerate e dal testo da inserire nelle varie “nuvolette”;
  3. Il numero di pagine in cui il racconto si deve svolgere non deve superare le 7 (sette) cartelle nel seguente formato grafico:
  1. in pixels, larghezza: 1115; altezza 1443;
  2. in cm., larghezza: 39,33; altezza: 50,91;
  3. risoluzione grafica 72 dp, adatta per il web;
  1. Il numero delle vignette in cui è divisa ogni pagina non deve superare 6 (sei) scene;
  2. La lingua da adoperare per la redazione dei testi delle vignette è l’arbrisht, ossia la lingua arbëreshe parlata nella comunità di appartenenza dell’autore/sceneggiatore oppure, là dove è previsto nel racconto, la sola lingua italiana o un misto della lingua arbëreshe con la lingua italiana.

È indispensabile attenersi alle norme redazionali della rivista: può quindi risultare opportuno mettersi in contatto con la Redazione in modo da risolvere a monte problemi specifici.

Le storie che verranno illustrate possono essere disegnate dall’autore del testo o da altre persone. In alternativa, fornendo le precise indicazioni, le storie corredate dal solo testo da inserire nelle nuvolette, possono essere disegnate dalla nostra redazione.

 Tutte le illustrazioni trasmesse a corredo dell’articolo vanno numerate in ordine progressivo. Ciascuna disegno deve avere la didascalia della nuvoletta con richiamo numerico corrispondente alla scena. I disegni trasmessi in formato elettronico devono avere una risoluzione di 300 dpi, dimensione di stampa minima per ogni scena, pixels 600 x 480.

Le illustrazioni, sia fornite su supporti informatici (CD, floppy, ecc.), sia in originale (stampe e diapositive), saranno rese solo su richiesta degli autori/sceneggiatori o disegnatori e in ogni caso solo dopo la pubblicazione.

7 thoughts on “Senza peli sulla lingua / Pa qime mbi gjuhën

    • Grazie, Andrea per i complimenti.
      Speriamo che la rivista “Cimbi” per i suoi contenuti che porterà avanti, sia di interesse anche in Albania e gradevole per ogni utente.

  1. Një cimb ësht dhja ai se çë dhuhet për të zëgjohemi… Po më përpara se të bëmi të falat, shomi ki cimb sa i fort ësht…
    Rrofsh Italo!!!

    • Traduci

      Rreth dhjetë ditë na do të kemi gazetën satirike Cimbi ndë internet. Faleminderit për komentin.

      • Faleminderit??? e çë do të thuash? tek katundi imë kët fjal nëng e gjegja mos një her… (mos e mirr lig, po, kam bes se ki ësht “ndinxiuna” cimbit: kam folmi si dimi e jo si foljen tjeret… o jo?:)). Gjithë të mirat!

          • Na jemi arbëresh??? …E ku jemi? Më fjandasen se ketu nëng ësht mosnjeri… Kisha bes se Cimbi zëgjonej ndonjeri, po, foka këtu nëng llaisen mangu një qen…
            Moj shumë i dashur Itall…, edhe një shqelb nëng sosen… këtu jan e fjëjen gjith…! mallakarja jon…!!!
            Gjithë të mirat.

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