Folklore riprodotto

Il folclore musicale rappresenta una delle componenti più preziose della cultura popolare arbëreshe, ancora oggi molto attivo. Esiste un patrimonio di canti, suoni e danze che si è tramandato nel corso dei secoli che, quanti vissero in Arbëria, ci hanno regalato con un atto d’amore, proprio come quello di un vecchio che, raccontando ad un bimbo favole, fiabe e fatti di vita vissuta, lo accompagna all’incontro con il nuovo mondo.

Questo tesoro sta purtroppo andando scomparendo e “quando muore un anziano è come se si bruciasse un’intera biblioteca”.

Abbiamo ancora oggi, in parte, una “tradizione viva”, con ciò intendendo manifestazioni inserite, talora secondo prassi rituali, nel contesto socio-culturale in cui sono nate e si sono evolute, dall’altra abbiamo la riproposta di brani tradizionali fondendo stilemi e caratteristiche della tradizione con soluzioni mutuate da linguaggi musicali di recente definizione, fino alle forme della cosidetta “nuova musica di ispirazione tradizionale”, composizioni originali trattenenti elementi delle espressioni etniche.

Negli ultimi decenni nuovi mezzi di comunicazione hanno promosso nuovi contenuti e modelli culturali; altre musiche ed altri danze, magari altrettanto belli e suggestivi, hanno sostituito nella nostra memoria una tradizione secolare. Così accanto all’antico folclore, molte sono le raccolte di riproposizione della musica tradizionale che includono sia canti tradizionali rielaborati e riproposti, sia composizioni musicali inedite ispirate alla tradizione.

Una fusione musicale di brani tradizionali, ma anche di interessanti inediti dal forte impatto emotivo, eseguiti da cantanti, musicisti, gruppi e band arbëreshë, da anni impegnati in un’interessante e complessa opera di riscoperta e valorizzazione del repertorio sonoro tradizionale  arbëresh.

Sul substrato antico arrivano anche  arricchimenti personali che mostrano tutta la vitalità di una tradizione in cammino, con tutti i rischi e le difficoltà della riproposizione della tradizione canora, musicale e coreutica, tra conservazione e rielaborazione di un nuovo modulo, regalando a volte nuove emozioni e l’idea della sperimentalità.

Gli “innovatori”, comprendono una discreta schiera di musicisti che professano la necessità di far qualcosa per “svecchiare la tradizione” – intesa sempre come qualcosa di immobile nel tempo.  L’idea di “innovare la tradizione” si ritrova a tutti i livelli e viene portata avanti con mezzi e in situazioni differenti che mettono insieme espressioni  e tipologie musicali diverse nello stesso contesto performativo.

In questi ultimi decenni i canti e i repertori arbëreshë si sono rinnovati ed anche trasformati, come accade in ogni processo che sia realmente spontaneo o condizionato solo dal contesto naturale in cui persiste.

Alcuni gruppi e cantanti solisti, sii avvicinano alla tradizione popolare per scavarla dalle radici e trasformarla nelle ramificazioni, per parlare ai giovani con un linguaggio appropriato, accettato, condiviso e con la stessa grande voglia di sentirsi partecipi dell’atmosfera etnica suscitata.

Soprattutto a questi ultimi è dedicata in Arbfestival and Culture la sezione del folklore riprodotto (Folklori i riprodhuar).

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