L’opera più venduta degli ultimi venti anni

Specimen

Nell’ambito della produzione libraria della cultura italoalbanese Ori e costumi degli Albanesi acquista un rilievo degno di particolare considerazione: i tre volumi sono il risultato di un’operazione attuata in più di un triennio e dispiegata su vari fonti etnografici – i territori della Diaspora in Italia, in Grecia e nella Kosova, insieme con la culla stessa della Nazione, il “Paese delle Aquile” -, fatto non prima realizzato nel campo degli studi albanologici.

Avviata la ricerca col distribuire presso le comunità interessate un modello di scheda che consentisse di raccogliere sistematicamente gli ellemente të veshjes relativi alla divisa nuziale e a quella di gala, quindi all’abbigliamento quotidiano con le varianti intermedie per la “mezza festa”, per il lutto e, localmente, per la Settimana Santa, Java e Madhe, il piano dell’opera si è avvalso dell’apporto di collaboratori che hanno investigato la tradizione dagli Abruzzi alla Sicilia, dal Tirreno all’opposta sponda dello Jonio.

Il primo volume propone gli scritti di Italo Elmo ed Evis Kruta sui criteri storici ed estetici, rituali e funzioni, formali e tipologici, simbolici e tecnici sottesi all’evoluzione del vestiario tradizionale in Albania e presso gli Arbëreshë, di Vittorio Elmo sulla vicenda migratoria delle “Minoranze di origine albanese”, di Ilario Principe sull’iconografia sette e ottocentesca dell’abito popolare italoalbanese. Stampe e incisioni dei secoli scorsi, piuttosto numerose, spesso di una esecuzione molto accurata, hanno riprodotto i costumi meridionali. In modo particolare sono stati messi in rilievo, quelli di origine albanese che, per la loro varietà, per la loro vistosa bellezza, devono aver molto impressionato gli artisti e i viaggiatori. Vengono riproposte in questo capitolo, alcume immagini dove è possibile riconoscere tracce di originalità dell’abbigliamento popolare degli italoalbanesi; di Vito Barresi sul ricupero della “Tradizione orafa albanese” operato da Gerardo Sacco, il noto artigiano e artista crotoniate. Le parure rivelano una pagina molto interessante dell’artigianato artistico e ci illustrano le capacità creatrici, le tendenze e i gusti delle donne albanesi. La bellezza dei gioielli attesta il gusto artistico delle portatrici e sono legati a funzioni differenti. Gerardo Sacco che ha dato il giusto risalto agli antichi ori di ispirazione illira, magno – greca e bizantina fa rivivere la tradizione albanese in un connubio perfetto e naturale, gioielli – costumi arbëreshë.

“Le fogge del vestire delle Comunità albanesi d’Italia” occupano invece le pagilie del secondo volume, documentate riccamente da una preziosa e originale iconografia, dalle fotografie d’epoca agli intriganti bozzetti di Fatmir Boshnjaku. Una capillare indagine ha consentito di non trascurare nessuna delle aree d’insediamento delle successive Migrazioni sul suolo italico, ma soprattutto ha permesso di attingere ad esclusive raccolte etnografiche, come quelle private reperite da Elmo e Kruta nella media Val Crati, segnatamente a San Martino di Finita, o di ospitare l’inedita nota intorno a un gruppo di profughi balcanici, spostatisi dal Gargano sulle alture del Vallo di Diano per fondare Monte San Giacomo.

Alla Madrepatria e agli Arvanites, gli ‘Albanesi di Grecia’, è dedicato invece il terzo volume, nel quale accanto a un’Analisi etnografica e classificazione dei tipi del costume albanese maschile, veshje për burra – fustanellat, tirqit, brekushet, poturet -, e femminile, veshje për gra, – xhubletat, veshje me një e dy futa, mbështjellset, brekeshat -, condotte da Elmo e Kruta, alla descrizione dell’abbigliamento tipico degli Abanesi di Grecia e delle Zone etnografiche della Kosova, dei medesimi autori, vengono presentati i contributi di Agim Bido, dell’Istituto di Cultura Popolare dell’Akademia e Shkencave di Tirana, dedicati in particolare al Costume a xhubletë e alla sua decorazione arcaica, alle acconciature, agli ori, stolitë e agli accessori, nonchè a una riflessione antropologica sull’ “Estetica del vestiario”.

Jorgo Panajoti, direttore del Dipartinzento del Folclore e membro del Consiglio Scientifico dell’Istituto della Cultura Popolare di Tirana, ha preso in esame la ricchezza e la varietà del lessico costumologico degli Arbëreshë che si collega con la ricchezza e la varietà dei costumi popolari. Gli Arbëreshë hanno conservato molti termini tradizionali, che aiutano l’analisi diacronica della cultura popolare nazionale albanese, dotata di una solida identità e valori culturali tra i più preziosi e più nobili.

Una breve appendice sul “Significato antropologico della ricerca sui costumi” è infine curata da Angela Maria Curino. La rassegna dei costumi è completata da un lessico ragionato dei termini tecnici relativi, raggruppati per aree culturali omogenee,

Le dissonanze che possano essere avvertite nelle modalità metodologiche e descrittive saranno dovute al criterio redazionale di rispettare quanto più sia possibile, pur adeguando i singoli testi ad alcune fondamentali norme di trascrizione della lingua e dei dialetti albanesi e uniformando i principi bibliografici nelle citazioni, l’originalità degli autori, come riflesso dei rispettivi particolarismi locali, sino ad accogliere improbabili ricostruzioni, per il valore estetico dell’interpretazione grafica e per le suggestioni, che paradigmaticamente dominano la “visione del mondo” di ogni Albanese, evocate dal costume etnico.

L’opera è stata pubblicata dall’Editrice “lì Coscile”, il cui dinamico direttore, Mimmo Sancineto, ha volutamente circoscrivere e valorizzare i suoi ambiti di operatività alla diaspora albanese dell’Italia Meridionale, insediata nel secolo XV.

Tra le opere pubblicate segnaliamo “Cifti (Civita)”, “Profumo di radici”, “Arbëria: Storia, Cultura, Folklore”, “Spirito regale nei costumi della donna Arbëreshe”, “Acquaformosa”, “Frascineto”, ecc.

Una casa editrice, quindi, operativa, che si offre come naturale veicolo alla salvaguardia della cultura minoritaria di origine albanese.

Antonio Tortorella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*